26 Marzo 2024

In Frenky we trust!

Se siete passati dalla nostra fattoria vi sarete certamente imbattuti nella nostra buffa mascotte, Franchino il maiale. Ma quanti di voi conoscono la sua storia e le sue vere “origini”? Vi raccontiamo del nostro primo incontro e del colpo di fulmine che ci ha letteralmente folgorato!
Franchino il maiale

Non si può dire che al mondo manchino animali strani, ma vi assicuro che qui alla fattoria Bersana ne abbiamo uno capace di scalare le classifiche a mani basse.

Quando l’amico Marco Mazzieri mi contattò dalle Piane di Mocogno dicendomi che aveva l’animale giusto per me, mai avrei pensato a cosa, o per meglio dire con CHI, mi sarei imbattuto da lì a poco. Usando termini quanto mai generici e una descrizione che si limitava a definire l’animale come “uno splendido maialino Thailandese nano”, mi invitava a munirmi di gabbietta e a dirigermi verso i monti. Così feci, fiducioso che tale descrizione corrispondesse alla realtà. E invece…

maiale nano

Quando scesi dalla macchina rimasi impietrito nel vedere cosa mi trovavo dinnanzi. Distante anni luce dai canoni di razza corrispondenti ad un piccolo Thailandese, Franchino, questo il nome che subito gli diedi, era a tutti gli effetti un maiale, diciamo un incrocio o meglio una “rotonda” tanta era la sua possenza. Ritornai verso casa al fine di munirmi di un dispositivo che fosse idoneo e omologato per il trasporto di Frenky in sicurezza e di lì a qualche giorno, in una splendida mattina di autunno, il prode maiale fece il suo ingresso in fattoria a Bersana.

Con chi farlo convivere fu la prima questione che si pose: provai con i somari, ma furono subito calci e morsi; tentai con le mucche, ma il bue ci mise poco ad incornarlo. La scelta ricadde quindi sulle capre, che sembravano indifferenti a quel buffo pallone rosa a macchie nere.

maiale e capre

Mai avrei immaginato quanto quell’animale avrebbe potuto sollevare ammirazione e consenso, non solo tra i più piccoli, bensì anche negli adulti. Sui social risultò subito uno tra i più fotografati degli animali della fattoria. Gruppi ciclistici si fregiarono della sua immagine come simbolo di squadra. Addirittura, una famosa poetessa locale gli dedicò versi ispirati. Pazzesco! Mi trovavo tra le mani un “sex symbol” a dir poco atipico.

Questi anni di vita in fattoria insieme hanno consolidato il legame tra noi e lui e con esso la sua stazza, tanto che un giorno un bambino mi pose il seguente interrogativo: “Di che razza è Franchino?!”

Io non trovai di meglio che rispondergli di un generico: “È un buffo Peppa Pig a macchie!”

Capii però che tale risposta non lo aveva soddisfatto. Pochi giorni dopo si ripresentò accompagnato dai genitori e correndo verso di me mi disse che si era documentato, scoprendo quale fosse la reale famiglia a cui apparteneva Franchino: il nostro Frenky altro non era che un maiale “dal ventre a terra”. Sarò franco, non so se quel bambino avesse ragione, mi limitai ad annuire, ma sicuramente aveva colto nel segno, come spesso capita ai bambini, dando a me la possibilità da quel giorno di raccontare il nostro buffo maiale in modo più didascalico, giustificando quel suo pancione perennemente a contatto con il terreno.

maiale thailandese

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